sabato 18 febbraio 2017

La musica della Shoah

Venerdì 3 febbraio nella nostra scuola (ITET Salvemini di Molfetta), il prof. Raffaele Pellegrino, che insegna nell'Università di Bari, ha parlato delle condizioni di vita, delle poesie, della musica e dei disegni fatti dai bambini e dagli adulti durante la Shoah. Ha detto che la musica era presente in tutti i campi, sia in quelli di sterminio, sia in quelli in cui gli ebrei lavoravano. 
All'interno dei campi di concentramento c'erano ebrei anziani, bambini, donne e uomini. La musica nei campi era suonata da musicisti ebrei maschi e femmine che scrivevano le melodie dei grandi classici su pezzi di carta igienica o dietro le pagine dei di morte, compilati dagli ebrei più anziani.
I musicisti si allenavano dopo il lavoro forzato che terminava alle 19:00. Tutte le opere scritte venivano controllate dai nazisti prima di essere eseguite ed ascoltete da altri tedeschi. 
 Tutti gli ebrei, che parlavano delle condizioni di vita dei campi, venivano uccisi.
Molte delle opere venivano sotterrate e chi dopo la liberazione dei campi viveva, recuperava i manoscritti. I musicisti avevano dei confort, a volta una zuppa in più. La musica non veniva suonata solamente nei teatri, ma anche quando entravano altri ebrei nel campo o quando arrivava il capo delle Ss. oltre alla musica anche i disegni ricordavano i momenti più belli della loro vita.
"Non volava nemmeno una farfalla",queste sono le parole che un bambino ebreo scrisse mentre era rinchiuso nel campo di Terezin, parole di sofferenza in cerca di libertà. 
Nei campi la musica e i disegni rendevano libera la dignità di queste persone.
Bernardo
 
 

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