martedì 19 settembre 2017

mercoledì 7 giugno 2017

“ECOLOGIST MAN”

Il progetto Fabbriche Aperte Acqua e Riciclo a regola d’arte è stato proposto alla nostra classe come una prova educativa che invita gli studenti a produrre con materiale di riciclo “un’opera d’arte”. 
Se pur scettici all’inizio, dopo aver riflettuto attentamente, parlato e fatto ricerche in internet e sugli opuscoli mandatici da La Fabbrica, abbiamo deciso di realizzare qualcosa con le nostre mani che ispiri la tutela della risorsa idrica. Come primo passo abbiamo esaminato varie proposte, molto creative e inerenti al tema del riciclo, ma difficili da realizzare. L’idea che ha riscosso maggior successo è stata quella della realizzazione di un robot (da noi eseguito in maniera semplice) che si muove con la spinta dell’acqua e che, come i moderni depuratori  utilizzati nelle nostre case per purificare l’acqua potabile, filtra anche tutta l’acqua di uso domestico. Per costruire l’ “Ecologist Man“ abbiamo utilizzato bottiglie di plastica usate, cartone recuperato dagli scarti dei supermercati e tutti i materiali riciclati (siringhe, tubi, ecc…) rendendolo così veramente unico. Per farlo muovere abbiamo sfruttato il principio di Pascal secondo il quale la pressione esercitata su una qualsiasi superficie di un fluido si trasmette con la stessa intensità in tutti i punti del fluido. 
Il nostro robot “dovrebbe” muoversi autonomamente all’interno della casa, raccogliere l’acqua utilizzata durante la giornata per uso domestico e con il filtro posto nel braccio, purificarla rendendola riutilizzabile.
         
Gli alunni della 1ªB Costruzione, Ambiente è Territorio 
ITET “G. Salvemini” Molfetta (BA)


giovedì 11 maggio 2017

IL QUADRATO MAGICO

Sai cosa è un quadrato magico? 
Noi alunni della 1'B CAT ci siamo imbattuti in questo argomento su suggerimento della nostra professoressa di matematica, all'inizio del pentamestre, per approfondire la nostra conoscenza della matematica, affrontando un argomento che non è presente nei programmi tradizionali. In aula, la professoressa ci ha divisi in diversi gruppi, tutta la classe ha contribuito alla scoperta sul quadrato magico.
È un gioco che a differenza degli altri ha bisogno dell'impegno del nostro cervello. In particolare è uno schieramento di numeri interi distinti, posizionati in una tabella quadrata. Questi numeri devono essere disposti in modo tale che la somma delle colonne, delle righe e delle diagonali del quadrato siano uguali: questa somma si chiama numero magico. Si narra che il gioco è stato scoperto da alcuni matematici cinesi ai quali era stata portata una tartaruga. Scoprirono che sulla superficie del guscio c'era un imprevedibile scrittura, e appunto che la somma di righe, colonne e diagonali fosse un numero costante, il 15.
Col quadrato magico si sono divertiti non solo molti matematici, ma artisti e pittori. Questo argomento è stato poi raccolto in un e-book: divisi in gruppi abbiamo ricercato le informazioni utili, la storia e i software per risolvere i quadrati magici. Noi ci siamo divertiti molto nel ricevere tutto ciò che si poteva sapere su questo argomento e nel risolvere diversi quadrati magici proposti dalla professoressa: abbiamo capito che la matematica non è questione di numeri o lettere, ma soprattutto serve per sfruttare la nostra mente e per affrontare soluzioni mai ipotizzate.

Noi classe 1^B CAT ci siamo divertiti molto nel ricercare tutto ciò che si poteva sapere di questo argomento.

 
e-Book realizzato come compito del webquest

sabato 29 aprile 2017

ENERGEIA: lo spettacolo dell'energia

Il primo aprile presso l'I.T.E.T. di Molfetta, nella biblioteca scolastica, alcune classi di prima hanno assistito ad uno spettacolo teatrale dal titolo " Energeia: lo spettacolo dell'energia " nell'ambito del progetto didattico " Il circo delle scienze ". Abbiamo appreso nozioni di fisica e di chimica mediante una rappresentazione comica: esperimenti e trucchi di magia sono stati presentati da due professionisti. Il loro intento è stato farci apprendere, con un processo interattivo, utilizzando strumenti e tecnologie visuali e multimediali, consoni alla realtà comunicativa nella quale noi ragazzi siamo immersi. Gli attori sono stati molto bravi, hanno invitato anche studenti e docenti a partecipare alla performance. Uno degli esperimenti più divertenti è stato quello in cui gli attori hanno fatto partecipare al gioco una professoressa, le hanno messo un bicchiere in testa, hanno preso una scatola contenente vapore e, premendo su di essa, hanno fatto fuoriuscire da un foro laterale il vapore stesso che, con il suo getto, ha fatto cadere il bicchiere. Nella maggior parte degli esperimenti era presente energia cinetica ed energia elastica: la cinetica è l'energia che possiede un corpo per il movimento che ha o che acquista, l'energia elastica è la legge dell' allungamento della molla. Poi il mago ha preso una scatola di patatine e facendo finta di voler mangiare, ha aperto la scatola ed è fuoriuscita una molla con una forma che ricordava un millepiedi gigante, a sorpresa di tutto il pubblico. Il chimico infine ha fatto un esperimento chiamato " il dentifricio dell'elefante" : ha preso un cilindro graduato, sotto di esso ha messo una vaschetta per non sporcare il tavolino, ha mischiato colorante per alimenti, acqua ossigenata e ioduro di potassio, ottenendo una rapidissima espansione della schiuma che, producendo calore, ha fatto divertire tutti i presenti. Gli studenti si sono sentiti molto coinvolti perché hanno avuto tutti la possibilità di intervenire, di esprimere le proprie opinioni, di partecipare agli esperimenti e quindi si sono sentiti parte di una comunità. Anch'io, con questa esperienza, ho avuto la possibilità di apprendere nuove nozioni divertendomi, e sono sicuro che tutti noi studenti vorremmo avere l'opportunità di assistere a simili rappresentazioni anche nell'ambito delle altre discipline.

mercoledì 29 marzo 2017

Coding nel reale e nel virtuale

Da gennaio a febbraio , alcuni alunni dell' I.T.E.T Salvemini hanno partecipato al corso pomeridiano denominato  "Coding tra il reale e il virtuale". Io ero uno di loro .
Durante tutto il corso abbiamo usato un programma che si trova su internet  chiamato "scratch 2", un software che utilizza dei comandi per far muovere un personaggio prescelto, oppure creare delle immagini interattive; si trova su un server che condivide tutti i lavori dei partecipanti e questi ultimi possono anche modificare i lavori propri e altrui, già inseriti. Scratch è molto intuitivo, facile da utilizzare e perciò è per tutti, dai più grandi ai più piccoli.
Durante la prima lezione il giorno 20 gennaio 2017 , abbiamo creato un semplice gioco basato sui comandi basilari, utile a farci comprendere al meglio il funzionamento.
Nella seconda e terza lezione, nei giorni 30 gennaio e 6 febbraio,  abbiamo creato una immagine interattiva sugli  argomenti che stavamo svolgendo nelle altre materie, chi ha creato l'immagine di un tempio greco, chi di una nave fenicia, chi invece di un fiore.
Nell'ultima lezione, il giorno martedì 14 febbraio, siamo entrati in un mondo virtuale, chiamato "Edmondo" , disponibile online, il quale è stato creato da docenti ed utilizzato sia da essi che dagli alunni per creare monumenti o altro. Su  un'area personale della scuola: abbiamo creato dei lavori in 3D interattivi.
Tutto ciò, per gli alunni che vi hanno partecipato, è stato molto interessante.
Perché abbiamo fatto questo corso? Per esercitarci col problem solving che aiuta lo studente a risolvere i problemi di ogni genere che può avere a scuola.





sabato 18 febbraio 2017

La musica della Shoah

Venerdì 3 febbraio nella nostra scuola (ITET Salvemini di Molfetta), il prof. Raffaele Pellegrino, che insegna nell'Università di Bari, ha parlato delle condizioni di vita, delle poesie, della musica e dei disegni fatti dai bambini e dagli adulti durante la Shoah. Ha detto che la musica era presente in tutti i campi, sia in quelli di sterminio, sia in quelli in cui gli ebrei lavoravano. 
All'interno dei campi di concentramento c'erano ebrei anziani, bambini, donne e uomini. La musica nei campi era suonata da musicisti ebrei maschi e femmine che scrivevano le melodie dei grandi classici su pezzi di carta igienica o dietro le pagine dei di morte, compilati dagli ebrei più anziani.
I musicisti si allenavano dopo il lavoro forzato che terminava alle 19:00. Tutte le opere scritte venivano controllate dai nazisti prima di essere eseguite ed ascoltete da altri tedeschi. 
 Tutti gli ebrei, che parlavano delle condizioni di vita dei campi, venivano uccisi.
Molte delle opere venivano sotterrate e chi dopo la liberazione dei campi viveva, recuperava i manoscritti. I musicisti avevano dei confort, a volta una zuppa in più. La musica non veniva suonata solamente nei teatri, ma anche quando entravano altri ebrei nel campo o quando arrivava il capo delle Ss. oltre alla musica anche i disegni ricordavano i momenti più belli della loro vita.
"Non volava nemmeno una farfalla",queste sono le parole che un bambino ebreo scrisse mentre era rinchiuso nel campo di Terezin, parole di sofferenza in cerca di libertà. 
Nei campi la musica e i disegni rendevano libera la dignità di queste persone.
Bernardo
 
 

giovedì 16 febbraio 2017

TEREZIN: UN CAMPO "MODELLO" IDEATO DAI NAZISTI


Il giorno 3 febbraio noi alunni della 1 ^ B CAT , insieme ad altri nostri compagni di classe quinta, ci siamo recati in biblioteca per assistere alla conferenza tenuta dal professore Raffaele Pellegrino sul tema della Shoah e sul ruolo della musica, e di tutte le arti, all’interno dei lager nazisti. È stato molto interessante scoprire come generi musicali, ad esempio il jazz, illegali nei territori occupati da Hitler, trovassero riscontri positivi all’interno di luoghi tanto oscuri e drammatici. Abbiamo infatti appreso che in ogni campo era presente un’orchestra che doveva anche scandire il ritmo tenuto dai prigionieri mentre andavano e venivano dal lavoro.
I tedeschi, inoltre, volevano dimostrare al mondo intero che all’interno di questi campi non venissero commessi atti di violenza e a tale scopo nel 1940 venne scelto il lager di Terezin come “campo modello”, che, almeno agli occhi della Croce Rossa internazionale e degli alleati, doveva sembrare una Spa o un luogo di riposo. Si trattava di un luogo un po’ particolare: vennero inviate delle lettere ai più illustri artisti ebrei, invitandoli a recarsi in questo luogo per trascorrere la vecchiaia. Quello che mi ha più colpito è stata la messinscena preparata per la visita della Croce Rossa: vennero costruiti un bar, introdotte nuove attività “alternative” come la lavorazione della ceramica o del ferro, fatti indossare ai prigionieri vestiti larghi per nascondere gli effetti della malnutrizione, insomma venne fatto tutto il possibile per far credere al mondo che gli ebrei non subissero alcuna violenza, al contrario di ciò che accadeva quotidianamente dove la morte, la paura, le malattie e la scarsa igiene erano dominanti. Un altro elemento che mi ha colpita e fatta ragionare è la condizione dei bambini. Essi infatti dovettero partecipare alla recita imposta dai nazisti, in un modo un po’ bizzarro, dovettero solo disegnare. Questo può sembrare un modo per dar vita alla loro creatività ma, anche in questo caso c’erano dei divieti come quello di non usare i colori scuri, oppure disegnare la morte, in tutti i suoi aspetti. Le immagini più ricorrenti sono quelle delle farfalle oppure di due fiori, uno vivo d l’altro appassito, richiami silenziosi alla libertà che veniva loro negata. Tutto ciò deve farci ragionare su ciò che abbiamo, come  la nostra indipendenza, la libertà di pensiero, il poter disegnare, scrivere, comporre senza alcuna restrizione, aspetti che molte volte trascuriamo, soprattutto noi giovani abituati ad avere tutto, a vivere in una società libera da questa mentalità chiusa e dittatoriale e nella quale ognuno può esprimere la propria opinione senza aver paura della conseguenze.
Annalisa 
 
 

mercoledì 15 febbraio 2017

IL TEMPO DI SCEGLIERE É ARRIVATO

Gli open day sono conclusi e i ragazzi che stanno per terminare il terzo anno dell scuola secondaria di primo grado, hanno già le idee chiare. Chi è venuto a visitare la nostra scuola, vorrebbe frequentare uno fra i cinque indirizzi presenti nel nostro istituto: RIM (relazioni internazionali per il marketing),  CAT (costruzione, ambiente e territorio), SIA (sistemi informatici aziendali), AFM (amministrazione, finanza e marketing) ed infine TUR (turismo). I ragazzi del nostro istituto hanno avuto un ruolo fondamentale per la buona riuscita degli open day: c'è chi si è occupato di guidare le famiglie per la visita dell'istituto, chi  dell'accoglienza, chi ha spiegato le attività che la nostra scuola propone e chi si è occupato di coinvolgere i ragazzi negli esperimenti di chimica e fisica.
Nel nostro laboratorio di chimica e fisica, noi ragazzi dell' I.T.E.T. Salvemini di Molfetta, abbiamo fatto alcuni esperimenti  per i ragazzi che, con le loro famiglie, sono venuti a visitarci: uno fra quelli di fisica più interessanti è stato il calcolo dell'accelerazione di una pallina su un piano inclinato. 
Abbiamo usato tre semplici oggetti: un righello lungo 80cm, una sfera di metallo e dei sostegni che permettessero al righello di mantenersi inclinato. La pallina doveva percorrere quattro distanze: una a 20, l'altra a 40, poi 60 ed infine 80cm. Il tempo è stato calcolato con un cronometro specifico per poi essere riportato su di un foglio Excel che ha costruito dei grafici in base alle misure ottenute valutando la precisione degli operatori. 
Per quanto riguarda la chimica, uno fra i più accattivanti da vedere è stato, da noi soprannominato,  l'Harry Potter durante il quale si sprigiona una grande quantità di ossigeno dopo aver combinato assieme due sole sostanze: l'acqua ossigenata (H2O2) ed il permanganato di potassio (KMnO4). 
I materiali utilizzati sono una beuta, acqua ossigenata e permanganato di potassio. Si versa nella beuta qualche millilitro di acqua ossigenata concentrata e qualche granello di permanganato di potassio ed immediatamente si sviluppa ossigeno. La reazione produce calore che  riscalda l'acqua facendola evaporare in un istante così da garantire un vero effetto da film di fantascienza. 
I nostri ospiti hanno contribuito, anch’essi, alla buona riuscita degli esperimenti.




mercoledì 25 gennaio 2017

Il nostro primo e-Book !!

Ecco il nostro libro sui numeri! È la prima volta  che facciamo questa esperienza. L'e-book "Numeri" è il prodotto finale del WebQuest che la nostra professoressa ci ha proposto. Il WebQuest è un compito che prevede attività di ricerca tramite un percorso guidato da domande o compiti prestabiliti partendo da siti già visionati e scelti dai docenti stessi.
Per realizzare questo libro, abbiamo formato quattro gruppi così denominati:
  • Gli storici 
  • I calcolatori
  • Gli studiosi delle scritture
  • I matematici
  • I curiosi
Il libro è diviso in capitoli che riportano i risultati della ricerca dei quattro gruppi. 
Leggendo questo libro potrete trovare tutte le risposte ad ogni domanda che vi fate sui numeri. Spero che vi piaccia ! :-)